La Santeria Viene definita anche Regla de Ocha o Lucumì ed è la pratica religiosa più diffusa a Cuba. E’ il risultato del sincretismo tra la religione cattolica e la religione Africana, essenzialmente di origine Yoruba (proveniente dalla Nigeria), che tra le moltissime etnie importate è quella che, maggiormente, ha lasciato il segno. Durante la colonizzazione Spagnola, gli schiavi, furono costretti a praticare molti riti cattolici, a causa di un processo di evangelizzazione ad opera della chiesa. In realtà, gli schiavi, non volendo rinunciare alle loro origini e tradizioni, cominciarono a mascherare i loro riti, cominciando a identificare le loro divinità, gli Orishas, con i Santi cattolici. In questo modo potevano occultare, davanti alle autorità, gli antichi riti. Per favorire il culto degli Orishas, nacquero i balli di santeria, nei quali, attraverso movenze e gesti particolari, si rappresentavano tutti gli Dei. Col passare del tempo, questa strategia, operò una vera e propria trasformazione, facendo nascere così la religione Cubana. Oggi non c’è più una netta distinzione, tra la religione Cattolica ed il culto Africano. A Cuba viene coltivata da una grande massa di seguaci, e possiamo distinguere i sacerdoti, definiti Babalaos, dai fedeli, detti Santeros. Essendo un fenomeno culturale così ricco e complesso, la Regla de Ocha non rappresenta soltanto una religione ma un vero e proprio sistema filosofico che pone al centro l’uomo, la sua esistenza, le sue possibilità e il suo rapporto con le divinità. Strumenti tipici, che accompagnano queste danze, sono i tamburi Batà, considerati sacri. |