Gli Orishas Sono le divinità della Santeria, che come già accennato, sono originarie della religione degli Yoruba. Queste divinità, che in origine superavano le 400, arrivano a Cuba in numero nettamente inferiore. In effetti sono rimaste soprattutto quelle che rispecchiano l’ identità Cubana. Ogni Orisha ha una storia ben precisa, un emblema, un colore, una danza e un ritmo proprio. Sono temuti e venerati, in quanto dalla loro benevolenza dipendono i successi della vita. Non ci sono mai stati dei templi per il culto, sono sempre state utilizzate le abitazioni dei Santeros (fedeli), i quali hanno un rapporto diretto con i Santi. Nelle loro abitazioni, è infatti facile trovare, vicino alla porta, un piccolo Elegguà, oppure attrezzi da fabbro di Oggùn o arco e frecce di Ochosi, ed altri simboli ancora, dedicati al vari Orishas. I fedeli più esperti, i Babalaos (sacerdoti) sono coloro dotati di Achè, una forza particolare che dona carisma, e sono battezzati secondo il rito cattolico. La Regla de Ifà è l'insieme dei rituali praticati dai Babalàos, consacrati a Orula. Non esistono comandamenti o principi fondamentali, il concetto base è la ricerca della felicità. Ogni persona deve cercare la serenità, la salute e l’ equilibrio interiore, con il mondo e con i santi. Se in qualche modo, il male entra nella vita di un fedele, è necessario ristabilire l’ ordine mediante riti magici, che aiutino ad individuare il punto di squilibrio. Ogni rito è accompagnato da musica e danze e dal suono dei tamburi sacri, i tamburi Batà, con il quali vengono invocate le divinità. Nella Santeria cubana esiste anche un dio supremo, detto Olofi, il creatore dell'universo. |