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RUMBA CUBANA |
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La Rumba
Nasce a
Cuba, sviluppandosi soprattutto alla fine della schiavitù, quando i neri
ormai liberi, si riversano nelle periferie delle città di Matanzas e dell’
Avana, creando così i primi barrios. Questa gente si riuniva in questi
barrios e nelle piazze, esprimendo la loro religione ed il loro modo di
essere con il ballo. Nasce la Rumba, il cui ritmo, all’ inizio molto
primitivo, veniva scandito dalla percussione di speciali casse di legno
dette Cajones, due pezzetti di legno, chiamati claves e alcuni cucchiai,
detti cucharas, tutti strumenti che la povera gente ricavava dal nulla. La
Rumba si presenta con dei canti, che spesso invocano gli Orishas, antiche
divinità Africane, e narrano di storie reali o inventate. Con il passare
degli anni, la Rumba, ebbe un’ evoluzione, venendo arricchita con altri
strumenti, così come la conosciamo oggi. Si formano anche numerose varianti,
che oltre ad avere ritmi diversi si contraddistinguono anche per lo stile.
lo Yambú, ballata col seducente movimento del bacino, la Columbia,
ballata da soli uomini, e il Guaguancó, danza del corteggiamento.
Lo yambù si inserisce nei balli di pantomima di
contenuto erotico, molto diffusi nell’ ambito afroamericano. L’ uomo mette
in scena un dialogo amoroso, nel quale la donna, con molta civetteria si
nega all’ uomo che cerca di conquistarla. In principio era ballato solo da
persone anziane e per questo i suoi passi sono lenti, eleganti e cadenzati.
Nello Yambù non si effettua il gesto di possessione (tipico del Guaguancò)
chiamato vacunao. |
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La Santeria
Viene definita anche Regla de Ocha o Lucumì ed è la pratica religiosa più diffusa a Cuba. E’ il risultato del sincretismo tra la religione cattolica e la religione Africana, essenzialmente di origine Yoruba (proveniente dalla Nigeria), che tra le moltissime etnie importate è quella che, maggiormente, ha lasciato il segno. Durante la colonizzazione Spagnola, gli schiavi, furono costretti a praticare molti riti cattolici, a causa di un processo di evangelizzazione ad opera della chiesa. In realtà, gli schiavi, non volendo rinunciare alle loro origini e tradizioni, cominciarono a mascherare i loro riti, cominciando a identificare le loro divinità, gli Orishas, con i Santi cattolici. In questo modo potevano occultare, davanti alle autorità, gli antichi riti. Per favorire il culto degli Orishas, nacquero i balli di santeria, nei quali, attraverso movenze e gesti particolari, si rappresentavano tutti gli Dei. Col passare del tempo, questa strategia, operò una vera e propria trasformazione, facendo nascere così la religione Cubana. Oggi non c’è più una netta distinzione, tra la religione Cattolica ed il culto Africano. A Cuba viene coltivata da una grande massa di seguaci, e possiamo distinguere i sacerdoti, definiti Babalaos, dai fedeli, detti Santeros. Essendo un fenomeno culturale così ricco e complesso, la Regla de Ocha non rappresenta soltanto una religione ma un vero e proprio sistema filosofico che pone al centro l’uomo, la sua esistenza, le sue possibilità e il suo rapporto con le divinità. Strumenti tipici, che accompagnano queste danze, sono i tamburi Batà, considerati sacri. |
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Gli Orishas
Sono le divinità della Santeria, che come già accennato, sono originarie della religione degli Yoruba. Queste divinità, che in origine superavano le 400, arrivano a Cuba in numero nettamente inferiore. In effetti sono rimaste soprattutto quelle che rispecchiano l’ identità Cubana. Ogni Orisha ha una storia ben precisa, un emblema, un colore, una danza e un ritmo proprio. Sono temuti e venerati, in quanto dalla loro benevolenza dipendono i successi della vita. Non ci sono mai stati dei templi per il culto, sono sempre state utilizzate le abitazioni dei Santeros (fedeli), i quali hanno un rapporto diretto con i Santi. Nelle loro abitazioni, è infatti facile trovare, vicino alla porta, un piccolo Elegguà, oppure attrezzi da fabbro di Oggùn o arco e frecce di Ochosi, ed altri simboli ancora, dedicati al vari Orishas. I fedeli più esperti, i Babalaos (sacerdoti) sono coloro dotati di Achè, una forza particolare che dona carisma, e sono battezzati secondo il rito cattolico. La Regla de Ifà è l'insieme dei rituali praticati dai Babalàos, consacrati a Orula. Non esistono comandamenti o principi fondamentali, il concetto base è la ricerca della felicità. Ogni persona deve cercare la serenità, la salute e l’ equilibrio interiore, con il mondo e con i santi. Se in qualche modo, il male entra nella vita di un fedele, è necessario ristabilire l’ ordine mediante riti magici, che aiutino ad individuare il punto di squilibrio. Ogni rito è accompagnato da musica e danze e dal suono dei tamburi sacri, i tamburi Batà, con il quali vengono invocate le divinità. Nella Santeria cubana esiste anche un dio supremo, detto Olofi, il creatore dell'universo. |
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